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Il lavoro è all’estero: giovani italiani emigrano

 
Francesca
20 settembre 2011
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Una triste realtà e purtroppo al momento l’unico scenario possibile, ma di certo, se si vuole tentare di guadagnare qualcosina in più svolgendo magari la propria professione, la scelta migliore per un giovane è quella di allontanarsi dalla propria terra di origine. Il problema è che non basta cambiare regione, perchè gli sbocchi lavorativi più interessanti sono ancora una volta all’estero. Nulla di nuovo, viene da pensare visto che i nostri nonni hanno conosciuto luoghi lontani come l’America, l’Australia, il Venzuela, la Germania e così via dicendo. Una storia che si ripete con modalità diverse, quindi, anche se oggi la povertà è travestita da grande consumismo.

Una situazione sconfortante perchè non per tutti è semplice partire, zaino in spalla e una valigia come sola compagna di viaggio ben sapendo che tutto cambierà e che si starà, volenti o nolenti, a contatto con realtà differenti dalle nostre per usi e abitudini. In molti non se la sentono con il risultato che diventa complesso potersi allontanare dalla casa paterna perchè lo stipendio è limitato e si ritarda a crearsi una famiglia. Di trovare un impiego adatto al proprio titolo di studio, poi, non se ne parla quasi mai e accontentarsi è un prezzo spesso troppo duro da pagare.

All’estero comunque ora non c’è la Mecca del denaro e dei posti di lavoro, la crisi economica insomma ha colpito ovunque, ma è più facile almeno accedere ad un posto di lavoro senza dover cercare una raccomandazione di ferro e i salari restano più proporzionati rispetto al compito che si svolge. Si paga con gli affetti il bisogno naturale di affermarsi e la decisione è sempre molto personale e sofferta. Eppure basterebbe poco per poter cambiare la situazione anche da noi e regalare ai ragazzi speranze e nuove possibilità che oggi non si intravedono affatto.

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