Microsoft, il principale produttore di software al mondo, una delle compagnie che più di altre ha contraddistinto la storia industriale degli ultimi due decenni, ha dichiarato di voler incrementare la gamma di funzionalità dei propri prodotti pubblicitari. Lo scopo sembra essere quello di recuperare quote di mercato, recentemente perse a favore di Facebook e di Google.
La rinnovata attenzione di Microsoft verso il segmento dell’advertising online è d’altronde tutt’altro che ingiustificata: questo comparto del mercato pubblicitario viene valutato, negli soli Stati Uniti, oltre i 12 miliardi di dollari. Un’importantissima torta che Microsoft cerca di far sua in buona parte, contribuendo in tal modo a migliorare la diversificazione del proprio fatturato.
Secondo quanto dichiara il direttore del centro di ricerca statale Xu Changming, il mercato delle vendite delle auto, in Cina, crescerà tra i 3 e i 5 punti percentuali durante il corso del 2011. Se da una parte è palese che il dato costituisca un fermo rallentamento rispetto agli scorsi anni, è anche pur vero che il dato di confronto (il 2010) rappresenta certamente una difficile base di partenza, poiché lo scorso esercizio era stato contraddistinto dalla presenza di incentivi che avevano spinto in sensibile rialzo le operazioni di compravendita.
Negli ultimi giorni si sono sollevate diverse supposizioni contrastanti sul futuro di Baidu, il principale motore di ricerca della Cina. La motivazione è abbastanza semplice, ma le considerazioni a margine sono, purtroppo, piuttosto complesse: il sito internet asiatico ha infatti prodotto alcune significative modifiche nella propria home page, che non hanno convinto proprio tutti, analisti compresi.
China Telecommunications (China Telecom), il più importante operatore di telefonia fissa della Cina, e uno dei più importanti operatori nel segmento della telefonia mobile, starebbe per prepararsi all’introduzione nel mercato britannico al fine di
L’uragano Irene abbattutosi sulla costa orientale degli Stati Uniti verrà ricordato come una delle determinanti principali di questo trimestre per quanto concerne i costi aziendali e i mancati guadagni di buona parte delle compagnie aeree operanti nel comparto dei cieli nordamericani, e non solo.
Steve Jobs lascia il timone operativo di Apple a Tim Cook. Ma chi si occuperà di colmare il gap più evidente nella gestione societaria, legata alla straordinaria creatività che lo storico manager e co-fondatore dell’azienda riusciva a instillare in ogni aspetto dei business societari, dalla progettazione dei prodotti alla loro presentazione, con la lunga mano onnipresente in ogni fase del ciclo di vita del prodotto?