Sembrano forse parole buttate al vento, eppure sono assolutamente vere e, soprattutto, attualissime. In tempi di crisi i giovani fanno ancora fatica a trovare lavoro, anche se pare che la nuvola nera della recessione possa allontanarsi al più presto. Verità reale o presunta, speranza o certezza le aziende ricominciano a far firmare dei contratti ma non di rado fanno persino fatica a trovare i dipendenti ideali, che abbiano esperienza o formazione adeguate al settore che poi andranno a ricoprire. Se si fanno strada lavori per i quali non tutti hanno i titoli giusti, è altrettanto vero che dato il folto numero di ragazzi a casa, come si fa a selezionare i migliori?
Come dice la parola stessa, se quasi tutti vantano laurea o un carattere spigliato, certamente sono molto di meno le persone che mostrano idee fresche e creative, proprio quelle che servono per far progredire una azienda e far raggiungere i propri obiettivi di impresa, nel più breve tempo possibile. Questa è una sfida più complicata, anche perchè nella fase del colloquio concorrono molte variabili magari a falsare il risultato. Non è detto, quindi, che il tipo che balbetta e non riesce a spiegarsi bene, alla fine messo alla prova sul campo non riesca a dare il massimo, quindi alle volte, giusto o sbagliato che sia, sono i capi del personale che prendono una decisione in merito.
Un pizzico di fortuna, ma soprattutto talento e idee innovative: chi possiede questo mix nella propria mansione, riuscirà ad andare avanti prima o poi, perchè si farà largo dentro una azienda dove ormai i più lavorano quasi per inerzia, con poca passione e tanto per portare lo stipendio a casa. Approccio più che sbagliato, ovviamente, visto che solo con l’amore e la costanza una intera impresa può restare in equilibrio nel difficile mondo del mercato moderno e farsi ricordare a lungo.