
L’Unione Europea bacchetta l’Italia e considera le sue imprese troppo indietro per i tempi. Si mantengono, infatti, ancora troppo sul tradizionale senza contare che in poche investono sui giovani e non rinnovano i contratti. Il Paese vittima della crisi, è piuttosto “vulnerabile” ai fattori esterni e non mostra capacità competitive degne di nota. I motivi? Le debolezze strutturali, il debito esagerato e un sistema imprenditoriale bloccato. Tutti elementi che limitano la crescita. Le strutture aziendali continuano a chiudere perché non trovano una reale via di uscita e, al momento, sembra quasi una situazione da cane che si morde la coda.
