L’alternanza uomo – donna alla guida delle aziende premia il business

di Sofia Martini Commenta

 Secondo studi recenti, un modo che le aziende hanno per migliorare i loro profitti e le loro logiche di business sotto diversi aspetti è quello di favorire alla guida dell’impresa una costante alternanza tra un profilo maschile e un profilo femminile

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In sostanza, quindi, secondo recenti studi, il modo migliore per condurre un’azienda sarebbe quello di far alternare alla sua direzione, a scadenza programmata, un uomo e una donna, che dovrebbero scambiarsi i ruoli manageriali ogni tre anni.

In alcuni paesi del mondo, in cui la quota delle donne manager è decisamente più alta che in Italia, questi principi vengono già applicati e il dibattito, anche a livello teorico, nelle università e nei centri di formazione è decisamente aperto.

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In Italia, invece, come è noto, il mondo produttivo, soprattutto quello di alcuni comparti specifici, come l’industria pesante, è un mondo a maggioranza ancora maschile. In alcuni ambiti, inoltre, le posizioni di tipo dirigenziale vengono assegnate alle donne solo in virtù dell’applicazione del principio delle cosiddette “quote rosa“.

Anche nel nostro paese, tuttavia, esiste quella che può essere considerata una piccola isola felice, un’azienda che da tempo ha messo in pratica il promettente principio dell’alternanza uomo – donna alla guida. Si tratta della veneta Keyline, azienda produttrice di chiavi e delle stesse macchine duplicatrici che vanta 20 società distributrici nel mondo e ha in Italia più di 100 dipendenti.

Alla sua direzione, già da diverso tempo, si alternano, ogni tre anni, Massimo Bianchi e Mariacristina Gribaudi, marito e moglie nella vita privata, ma anche soci in quella professionale, che hanno entrambi un passato nel mondo dell’industria.

 

 

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