Giappone: aziende di videogiochi stanziano fondi per aiuti

di Francesca Commenta

 La catastrofe in Giappone, non ha riguardato soltanto il terremoto di qualche giorno fa, con il conseguente tsunami e le scosse di assestamento ma si teme per un rischio nucleare tutt’altro che remoto. In realtà, infatti, le centrali che si trovavano a qualche centinaio di chilometri da Tokyo, sono state danneggiate pesantemente dalla scossa e adesso moltissimi residenti sono stati evacuati per evitare un contatto prolungato con eventuali radiazioni. Una Nazione in ginocchio ha bisogno di aiuti internazionali e tutti si sono prestati, anche se in realtà, è più dall’interno che le manifestazioni di vicinanza si fanno commuoventi. Come quella delle aziende di attività ludiche, soprattutto quelle che producono videogiochi, che stanno davvero tendendo la mano ai giapponesi.

La maggior parte di esse si trovano proprio nel Paese e, sin da subito, hanno iniziato a stanziare fondi e donazioni consistenti in aiuto delle vittime colpite dal catastrofico sisma. A dare il via a questa tendenza, è stata la Nintendo seguita da Sony le quali hanno già annunciato donazioni per 300 milioni di Yen. Le ha seguite anche la Sega Sammy con altri 200 milioni, Namco-Bandai con 100 milioni e la Tecmo Koei 10 milioni. Una lista che, comunque, è in continuo aggiornamento.

Nel frattempo, invece, moltre altre imprese hanno preferito chiudere momentaneamente i battenti, in attesa di capire se c’è davvero rischio radiazioni o esplosioni nucleari. E’ il caso della stessa Sony o del campione di incassi Canon, che avevano i loro stabilimenti proprio nei pressi dei luoghi dove sono avvenuti gli incidenti di questi giorni. Grossi problemi si stanno registrando anche alla Panasonic e alla Nikon e, in qualche caso, si parla anche di qualche operaio ferito. Una situazione tremenda che non si verificava dal dopoguerra e che rischia di prolungarsi fin troppo tempo. In queste stesse ore, poi, è chiaro, la borsa è in crollo libero e il Paese non ha ancora la forza di rialzarsi e ricominciare a vivere.

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