Giappone: le aziende rassicurano sul pesce in scatola radioattivo

di La redazione Commenta

Nessuno ci fa mai caso del tutto, ma quando si esce a far la spesa nel carrello degli italiani, raramente manca il pesce in scatola e, soprattutto il tonno. Il panico adesso è del tutto giustificato e in molti pensano che ci sia il rischio di nutrirsi con dei prodotti radioattivi, perchè il Belpaese anche se in misura irrilevante, acquista tali alimenti pure dal Giappone. Le aziende, però, tranquillizzano sulla fonte più economica di preziosi acidi grassi Omega-3, o almeno ci provano. Del resto, non dimentichiamo che lo Stivale è uno dei più importanti mercati mondiali per il tonno in scatola e il secondo più grande produttore in Europa.Tuttavia, non esiste a tutt’oggi una legge europea sull’etichettatura del pesce inscatolato e si conosce solo il luogo di confezionamento, senza menzione alcuna sulla zona specifica di cattura. Se si trattasse proprio del Giappone?

Con l’incidente nucleare di Fukushima, non si può proprio scherzare, ma sull’argomento è intervenuto Guido Milana, vicepresidente della Commissione pesca del Parlamento europeo, il quale ha posto la domanda in un’interrogazione al Consiglio Ue ed al presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso.

Quest’ultimo ha quindi detto: “Non c’è controllo della filiera del pesce in scatola; sulle etichette viene scritto dove viene confezionato e basta. Il tonno ad esempio viene inscatolato nelle Filippine, in Indonesia o alle Seychelles. Ma non sappiamo da dove viene. In questi giorni la pesca in Giappone non si è fermata: è facile pensare che il prodotto invenduto sul mercato locale finisca nell’industria, che continua a confezionare. E il rischio è che tra un mese o due quel pesce arrivi nei nostri tramezzini. I principi di trasparenza dovrebbero essere estesi a tutti gli alimenti, ma ciò potrebbe essere messo in pratica non prima di tre anni e non possiamo aspettare così tanto prima di dare protezione ai consumatori”. Le aziende, però, rassicurano: “L’allarmismo è del tutto privo di fondamento e nessun pesce a rischio, né fresco né conservato, potrà mai raggiungere le nostre tavole. Il Mar del Giappone è isolato dal Pacifico come il Mediterraneo lo è dall’Atlantico  e, 18.500 pescherecci sono stati distrutti o dispersi dallo tsunami”.

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