Come proteggere i dati aziendali: la firma digitale

di Sofia Martini Commenta

Nell’ambito delle misure di sicurezza applicabili in virtù delle normative sulla privacy disposte dall’articolo 34 del Codice è opportuno menzionare la firma digitale. Essa si configura come un sistema a chiavi crittografiche asimmetriche. Tale sistema viene generato attraverso un dispositivo avente elevate caratteristiche di sicurezza che, in genere, è una smart card. Dal punto di vista tecnico la firma digitale è una sequenza di byte in grado di associare in modo univoco un documento elettronico alla persona che l’ha generato così da garantire provenienza, autenticità e integrità.

La firma digitale permette di scambiare documenti informatici che hanno validità legale dal momento che consente la verifica dell’identità del mittente. Essa, inoltre, rende impossibile al mittente disconoscere un documento da lui firmato e rende impossibile al destinatario cambiare un documento firmato da qualcun altro.

Possono munirsi di firma digitale le persone fisiche. Per farlo dovranno rivolgersi ai certificatori accreditati che garantiscono l’identità dei soggetti che adottano la firma digitale. I certificatori accreditati sono soggetti pubblici o privati che erogano certificati qualificati in conformità con la Direttiva Europea 1999/93/CE e alla normativa nazionale in materia. L’elenco dei certificatori accreditati è disponibile nel sito di DigitPA, l’Ente Nazionale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. Il controllo della firma può essere effettuato attraverso diversi software resi disponibili gratuitamente.

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