Batterio killer: paura anche nelle mense aziendali italiane?

di Francesca Commenta

 In Italia le aziende più grandi molto spesso vantano della presenza di mense aziendali. Come un pò ovunque, il cibo è super controllato, ma non a livello nutrizionale e, in questo modo, se non ci si impone una autodisciplina ferrea, sin finisce inevitabilmente per prendere dei chili. Del resto come resistere ad un piatto di patatine fritte e cotoletta dopo molte ore di lavoro? Qualcuno finge di riuscire a sopportare i morsi della fame con qualche stuzzichino, altri si mostrano diligenti scegliendo una insalata, per poi finire un paio di ore dopo ad accettare cioccolatini e merendine cariche di conservanti.

Tuttavia mentre nel Belpaese si studiano formule per fornire ai lavoratori un numero in ogni caso limitato di calorie, alla fine attualmente la preoccupazione è tutta incentrata su altro. Si perchè dalla Germania la psicosi del batterio killer non lascia tregua. Sembra che il contagio sia diminuito, ma in ogni caso si sono registrati molti casi alcuni dei quali tragici e mortali.

All’inizio si temeva il cetriolo, poi la verdura come i pomodori, quindi, i germogli di soia, ma di certezze in merito non ce ne sono ancora e ci si chiede se bisogna davvero rinunciare a tutto questo. Da sempre si dice di consumare molta verdura al giorno, ma se anche questa diventa rischiosa per il nostro organismo e la nostra salute, cosa porteremo in tavola? Peggio ancora quando si deve tornare in ufficio e si deve cercare qualcosa che non appesantisca ma sia in grado di nutrire. Panico esagerato non è il caso di scatenarlo, perchè comunque in Italia sembra che tutto sia regolare, ma intanto molte ditte ortofrutticole stanno registrando pesanti perdite sul mercato, in primo luogo sempre per il famoso cetriolo. Persino aziende di un certo peso come Mc Donald hanno tolto l’alimento dal menù dei bambini per sicurezza, ma la paura regna ugualmente sovrana.

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