Aziende: si assume quasi esclusivamente per conoscenza diretta del candidato

di Francesca Commenta

 Non è proprio una novità in effetti e del resto la recente crisi economica non ha fatto altro che rende più esasperata una tendenza, per meglio dire un problema dell’Italia intera. Una azienda su due assume solo per conoscenza diretta del candidato e, in linea di massima, è molto complesso altrimenti trovare lavoro se non c’è almeno un amico che “ci mette la buona parola”. Si tratta di una sottile quanto fastidiosa sfumatura che è differente dalla classica raccomandazione. Qui chi desidera essere assunto ha delle buone capacità ed anche il curriculum ma i capi delle imprese che cercano personale non si fidano e non hanno voglia di sperimentare sulla propria pelle e, soprattutto, sul proprio budget.

Ecco perchè è importante almeno provare a scrivere un curriculum perfetto per cercare di incuriosise e di essere comunque almeno chiamati per il colloquio. I dati sono stati raccolti da recenti studi e secondo le dichiarazioni delle imprese interpellate nell’ambito del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro nel Belpaese comunque, nel 2010, la metà delle strutture non sceglieva il candidato se non era sicuro dei suoi titoli e specializzazioni.

 

Rispetto al 2009 si è assistito ad un incremento del più 28,7% delle imprese.Un altro metodo di selezione è legato alle banche dati aziendali, dove vengono conservati i curriculum dei candidati e alle quali si rivolgono ora il 24,6% delle aziende, contro il 21,5% del 2009. Calano pure le richieste di intermediari come le società di lavoro interinale con il 2,7% delle imprese nel 2010 contro il 5,1% del 2009, le società di selezione e associazioni di categoria il
2,9% contro il 5% dell’anno precedente e Internet. Sull’argomento è intervenuto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello il quale ha riferito: “Il clima economico che stiamo vivendo impone alle imprese grande attenzione nella selezione del personale. In un contesto del genere, il ‘fiuto’ dell’imprenditore e il rapporto di fiducia che può essersi creato tra quest’ultimo e un giovane alla ricerca di lavoro magari in occasione di uno stage o tirocinio diventa premiante ai fini di una assunzione. Ciò non toglie che il sistema delle agenzie e dei servizi – pubblici e privati – per il lavoro vada sostenuto e supportato perché può allargare le opportunità di incontro domanda-offerta. In questa direzione si muove una parte delle norme contenute nella manovra finanziaria recentemente approvata, che introduce proprio in tale ambito una maggiore liberalizzazione, semplificando il regime e le procedure per un ingresso più agevole nel mercato dell’intermediazione di soggetti, tra cui le Camere di commercio, che sono espressione dei tessuti produttivi territoriali e sono dunque pienamente consapevoli delle necessità, spesso difficili da soddisfare, che essi manifestano”.

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