Popolare di Bari, tutto ok per la seconda dismissione dei crediti deteriorati

di gianni puglisi Commenta

Un’operazione che ha lasciato soddisfatti un po’ tutti, soprattutto per via dell’ottimo livello di tranching che è stato ottenuto. Infatti, si è arrivati a toccare qualcosa come il 28,5% del valore lordo di titoli che potevano vantare il rating. Stiamo parlando dell’ultima operazione che è stata conclusa da parte della Banca Popolare di Bari.

Verso metà dello scorso mese di novembre, esattamente il 16, è stata portata a termine positivamente una cessione di sofferenze lorde per 319,8 milioni di euro ad un veicolo di cartolarizzazione. Un’operazione che si è svolta insieme con la controllata Cassa di Risparmio di Orvieto. Una mossa decisamente importante che rientra in un progetto di più ampio respiro, ovvero il piano pluriennale di dismissione totale da 800 milioni di euro.

È stata diramata una nota ufficiale, in cui vengono messi in evidenza i dettagli di questa importante operazione. Il veicolo di cartolarizzazione, infatti, ha proceduto con l’emissione di tre tranche di note ABS. Quella seniore era pari a 80,9 milioni di euro ed era anche coperta dalla Gacs, ovvero la garanzia pubblica. Invece quella mezzanine e quella junior erano rispettivamente pari a 10,1 e 13,5 milioni di euro. In totale il valore delle notes che sono state diramate corrisponde al 32,7% del valore nominale dei crediti che sono stati ceduti. Chiaramente poi ogni note verrà ritenuta al closing dalla Popolare di Bari. Per quanto riguarda la garanzia pubblica, invece, verrà concessa in via formale solo ed esclusivamente nel momento in cui l’iter burocratico connesso alla richiesta verrà completato.

L’operazione è stata messa in piedi grazie agli ottimi rapporti con il gruppo di JPMorgan. Il portafoglio che è stato oggetto della cessione è formato per il 56% da crediti ipotecari. Invece, il restante 44% è composto da crediti chirografari. Un’ottima operazione anche in virtù del livello che ha fruttato in tranching, visto che è stato raggiunto il 28,5% del valore lordo di ogni titolo che aveva il rating.

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