Campus aziendale: la (positiva) esperienza di Microsoft

di marc Commenta

Conciliare lavoro e famiglia in un’unica struttura aziendale, un campus che possa essere efficacemente aperto ai nuclei familiari, e possa godere di strutture in grado di migliorare la qualità del lavoro e della vita, con un vero e proprio nuovo modo di lavorare che – rendendo più sereno l’approccio al lavoro quotidiano – dovrebbe altresì costituire una molla di maggior efficientamento produttivo dei dipendenti.

È questa la ricetta ottenuta da Microsoft Italia nella riorganizzazione del proprio lavoro, con la creazione di quanto abbiamo già avuto modo di definire in termini di campus aziendale, una struttura aziendale che sia maggiormente collaborativa e flessibile, con ambienti che vadano a cancellare le vecchie ripartizioni murarie tra gli uffici, e incentivino invece la cooperazione tra le diverse strutture aziendali.

Insomma, una vera rivoluzione organizzativa, con i termini di responsabilità, fiducia, famiglia che si rincorrono all’interno delle presentazioni del nuovo modus lavorativo che la società statunitense ha deciso di applicare anche nel nostro Paese, dopo le felici sperimentazioni già avvenute in Olanda e in Francia, dove la nuova filosofia del lavoro sta trovando spazio.

Un campus innovativo che, tuttavia, non sarà semplicemente la rimodulazione di un luogo fisico già esistente, al fine di favorire quanto già predefinito. Il campus sarà infatti un nuovo approccio al mondo del lavoro all’interno di Microsoft, con una rivalutazione delle esigenze dei dipendenti (e, tra queste, anche quelle familiari), e una miglior attenzione all’evoluzione della tecnologia e alla dinamicità dell’economia internazionale.

Secondo Microsoft, il nuovo modo di organizzare l’azienda dovrebbe apportare un incremento della produttività piuttosto significativo. Sul fronte ambientale, la società statunitense ha inoltre stimato la possibilità di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di gas nella misura di un quinto entro i prossimi quattro anni e del 30% entro i prossimi cinque anni.

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